La chiesa di Sant'Antonio Abate a Orosei, con la facciata in pietra a vista, il rosone circolare e il portale in legno, accanto a un porticato ad archi sotto un cielo blu
La chiesa di Sant'Antonio Abate a Orosei, con la facciata in pietra a vista, il rosone circolare e il portale in legno, accanto a un porticato ad archi sotto un cielo blu. Foto: Aldo Ardetti · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi immagina la Sardegna solo d'estate non ha mai visto le notti di metà gennaio. Il 16 gennaio, vigilia della festa di Sant'Antonio Abate, in moltissimi paesi dell'isola si accendono grandi falò davanti alle chiese e nelle piazze. Il fuoco scalda le mani e il cuore, l'aria si riempie di scintille e di profumo di legna, e intorno alle fiamme la comunità si ritrova per cantare, ballare e condividere cibo e vino. È una delle feste più antiche e sentite della Sardegna, e Orosei la vive con particolare intensità.

Perché proprio il fuoco

Sant'Antonio Abate, eremita egiziano vissuto tra il III e il IV secolo, è in Sardegna il santo del fuoco. Secondo una leggenda molto diffusa nell'isola, sarebbe sceso agli inferi per rubare il fuoco e donarlo agli uomini, nascondendolo nel suo bastone di ferula. I falò di gennaio ricordano quel dono, ma portano con sé anche significati più antichi: il fuoco che purifica, che segna il passaggio dal cuore dell'inverno verso la nuova stagione, che benedice campi e animali. Non a caso Sant'Antonio è anche il protettore degli animali domestici e del bestiame, figura amatissima in una terra di pastori.

La vigilia a Orosei

A Orosei la festa del 17 gennaio è resa particolarmente suggestiva dall'accensione, la sera della vigilia, di un enorme falò. Il punto di riferimento è la chiesa di Sant'Antonio Abate, uno dei luoghi di culto più caratteristici del paese, con la facciata in pietra e l'ampio spazio che la circonda, dove la comunità si raccoglie per la celebrazione. Come negli altri centri della Baronia, a Posada, Siniscola e Torpè, il fuoco viene alimentato con le frasche della macchia mediterranea: corbezzolo, lentisco e cisto. Bruciando, questi arbusti sprigionano un profumo intenso e resinoso che resta nell'aria per tutta la notte e che, per chi lo ha sentito almeno una volta, diventa il profumo stesso della festa.

In diversi paesi sardi la tradizione vuole che la catasta venga benedetta e che i fedeli le girino intorno tre volte, mentre si condividono vino, dolci e piatti semplici offerti a tutti. È una festa aperta: l'ospite è il benvenuto, purché si avvicini con rispetto.

I fuochi nei paesi vicini

Ogni paese ha la sua variante, e spostarsi di qualche chilometro significa scoprire un rito diverso. Nella vicina Dorgali si bruciano soltanto frasche di rosmarino, con un aroma inconfondibile. Salendo verso la Barbagia, il fuoco si intreccia con le maschere tradizionali, che proprio a Sant'Antonio fanno la loro prima uscita dell'anno e aprono il lungo periodo del Carnevale sardo:

  • a Mamoiada si accendono tanti falò quanti sono i rioni, e attorno al fuoco sfilano i Mamuthones con i loro campanacci, guidati dagli Issohadores;
  • a Ottana escono per la prima volta i Boes e i Merdules, intorno al grande falò di Sant'Antonio;
  • a Orotelli compaiono i Thurpos, con il volto annerito dalla fuliggine e i mantelli di orbace nero;
  • a Orani si muovono tra i fuochi sos Bundos, con maschere di sughero dipinte di rosso e grandi forconi.

Intorno ai falò si offrono spesso fave con lardo, pane, dolci a base di sapa, mandorle e miele, e naturalmente il vino nuovo. Un assaggio di cucina contadina che, nelle notti fredde, sa di casa.

Come vivere la festa da ospiti

Gennaio in Baronia è un mese tranquillo e luminoso, lontano dalla folla estiva: le giornate sono spesso limpide e miti, adatte a passeggiate sulla spiaggia di Osalla di Orosei o tra i sentieri dell'Oasi di Biderosa, mentre le sere si fanno fresche. Qualche consiglio:

  • porta un abbigliamento caldo e scarpe chiuse: si sta a lungo all'aperto, vicino al fuoco ma anche nel freddo della notte;
  • mantieni sempre una distanza di sicurezza dalla catasta e segui le indicazioni degli organizzatori;
  • se vuoi vedere i fuochi con le maschere della Barbagia, pianifica lo spostamento in auto e organizza il rientro, perché le feste durano fino a tarda notte.

Per una piccola fuga invernale, Casa Shardana Orosei offre un appartamento con aria condizionata, cucina attrezzata e parcheggio privato gratuito, a pochi passi dal centro: dopo il falò si rientra comodamente a casa. Le date sono fisse, 16 e 17 gennaio, ma orari e programma possono cambiare: verificali ogni anno sui canali ufficiali del Comune, della Pro Loco e della parrocchia.

Dopo la festa, a due passi da casa

Un appartamento accogliente nel cuore di Orosei, con due camere da letto e cucina attrezzata: la base per vivere le tradizioni della Baronia con la famiglia o gli amici.